Il Sorriso del Giusto: Perché il Pescatore non muore

👤 MARCO
📅 16 Dicembre 2025

Alla fine della canzone, il sole tramonta e il pescatore “aveva un solco lungo il viso, come una specie di sorriso”. È in questo verso finale che De André nasconde la chiave di tutto: non la scena di un delitto, ma la cronaca di una vittoria silenziosa.

Contrariamente a quanto una lettura superficiale o cinica potrebbe suggerire, il pescatore non muore. La sua sopravvivenza non è un buco di trama, ma è l’essenza stessa del messaggio teologico e anarchico di Faber: la pietà ha il potere di sospendere la ferocia.

Il paradosso necessario: La “natura radicata” dell’assassino non scompare per magia, ma viene sospesa dall’imprevisto. È proprio la pericolosità del criminale a rendere il gesto del pescatore un miracolo e non una semplice cortesia.

1. Una Liturgia Laica contro la Violenza

L’incontro tra i due protagonisti è, a tutti gli effetti, una messa senza altare. Da una parte c’è l’assassino: la sua natura è radicata nella violenza, è braccato, è pericoloso. I suoi occhi “chiedono aiuto” ma sono gli occhi di chi è pronto a tutto pur di sopravvivere.

Dall’altra c’è il pescatore, che compie il gesto eucaristico per eccellenza: versa il vino e spezza il pane.

È qui che avviene il miracolo. Se il pescatore avesse reagito con paura o giudizio, la natura violenta dell’assassino avrebbe probabilmente preso il sopravvento, portando alla tragedia. Invece, il pescatore offre una “comunione” incondizionata. Non chiede “chi sei?” o “cosa hai fatto?”, ma risponde solo a “ho sete e ho fame”.

In quell’istante, la ferocia dell’assassino viene disarmata. Di fronte a un’accoglienza così radicale, uccidere diventa impossibile. L’assassino risparmia il pescatore perché il pescatore, per primo, ha risparmiato all’assassino l’umiliazione di sentirsi un mostro.

2. Il Silenzio come Scelta Morale

Quando arrivano i gendarmi, il pescatore non risponde. Molti interpretano questo silenzio come la prova della morte. Invece, è la prova suprema della vita e della volontà. Il pescatore è vivo, ma sceglie di “morire” agli occhi della Legge per restare fedele alla Carità.

Quel silenzio è un atto di complicità umana. Avendo spezzato il pane con il fuggiasco, il vecchio ha creato un legame sacro che nessuna divisa può spezzare. Non denuncia l’assassino perché, nella logica di De André, chi ha fame e paura è “vittima di questo mondo”, a prescindere dalle sue colpe.

3. Il Significato del Sorriso

L’immagine finale non è quella rigida della morte, ma quella distesa del riposo. Il “solco lungo il viso come una specie di sorriso” è l’espressione di chi si addormenta con la coscienza pacificata.

Il pescatore sorride — forse anche con un pizzico di ironia verso i gendarmi che si agitano inutilmente — perché sa di aver fatto la cosa giusta. Ha guardato in faccia il male, la “natura radicata” dell’assassino, e l’ha neutralizzata con un pezzo di pane.

Conclusione

L’assassino fugge via, forse immutato nella sua disperazione, ma per un attimo è stato solo un uomo seduto a mangiare. Il pescatore resta lì, vivo, custode di un segreto e di una verità profonda: la grazia non giudica, e proprio per questo salva. Non solo l’anima di chi la riceve, ma anche la vita di chi la offre.