
07/11/2026
Google drive su Linux senza bloatware
Quando si passa a un ambiente Linux solido e minimale, la prima tentazione per gestire il cloud è cercare un client grafico preconfezionato. Spesso si finisce su roba scritta in Electron, zavorrata di telemetria, che macina cicli CPU in background per fare una cosa banalissima: leggere e scrivere file. L'approccio corretto, per chi non vuole strati intermedi, overhead e processi parassiti, è puntare dritto alle API del servizio.
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