12 Luglio 2026

Ascesa e schianto di un impero

Nei giorni scorsi ho riflettuto su come il marchio Commodore e l’eredità del C64 siano stati sfruttati in modo esagerato e confuso. Oggi, però, sistemando i pensieri mi sono fatto una domanda diversa: come è nata esattamente un’azienda capace di generare quei numeri, e come ha fatto un colosso con una simile potenza di calcolo all’epoca a schiantarsi contro un muro in così poco tempo?

Per rispondere a questo interrogativo ho messo insieme l’articolo che segue. Cercando i veri motivi dietro la fine di quell’epoca, ho capito che la tecnologia non c’entra nulla. La storia si divide in due blocchi netti: da una parte l’istinto di sopravvivenza puro e l’ingegneria brutale, dall’altra l’avidità di chi pensa solo a mungere il sistema senza costruire niente.

La vera storia della commodore

👤 Marco Vaccaro
📅 12 Luglio 2026
📁 Blog
Jack Tramiel non era un ingegnere colto, era un ebreo polacco sopravvissuto ad Auschwitz. Questa non è un’informazione di contorno, ma la chiave di lettura per capire l’intera strategia della Commodore. Quando fondò l’azienda a Toronto nel 1955, dopo aver riparato macchine da scrivere per l’esercito americano nel Bronx, aveva una sola regola: “il business è guerra”. Non gli interessava creare un salotto per intellettuali…
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