Il marchio Commodore è un cadavere eccellente che tutti vogliono profanare. Dalla sua morte clinica, il mercato si è diviso tra nostalgici della domenica, speculatori da quattro soldi e rari ingegneri puristi. Chi cerca oggi quel nome si trova davanti a un labirinto di scatole di plastica, telefoni cinesi, chip moderni che fingono di essere vecchi e guerre legali per accaparrarsi i diritti di un logo. Questa è la mappa definitiva per non farsi fregare dal marketing della nostalgia, distinguendo chi sta davvero onorando il silicio e chi sta solo raschiando il fondo del barile.

Per capire questo caos, bisogna smettere di guardare il logo e iniziare a guardare la scheda madre.
L’ingegneria e il purismo: il vero hardware
Questa è l’unica realtà che rispetta l’elettronica originale. Qui non ci sono emulatori, ma hardware vero.
- Gideon’s logic architectures: È l’azienda personale dell’ingegnere olandese Gideon Zweijtzer. Ha creato la scheda madre Ultimate 64. È FPGA puro: la scheda ricrea fisicamente i circuiti e i cicli di clock originali dei chip MOS, VIC-II e SID. Non c’è un sistema operativo che emula, l’hardware si comporta esattamente come il silicio del 1982. Fino a poco tempo fa vendeva la scheda nuda sul suo sito per chi voleva riempire i case vuoti. Niente loghi, niente rischi legali, solo pura eccellenza ingegneristica.
La fazione americana (commodore corporation): la doppia faccia
Sono gli attuali detentori del marchio negli Stati Uniti (dietro il sito commodore.net), guidati da Christian Simpson. Loro hanno capito come mungere contemporaneamente due mercati opposti.
- Da una parte, hanno fatto l’unica mossa intelligente degli ultimi vent’anni: si sono alleati ufficialmente con Gideon Zweijtzer, mettendoci i capitali, la distribuzione e i case per vendere il VERO C64 Ultimate.
- Dall’altra parte, non perdono il vizio commerciale e speculativo: sono loro stessi a vendere il “Commodore Callback 8020”. Cos’è? Un banale telefono a conchiglia (flip-phone) asiatico, venduto a peso d’oro come “anti-smartphone” per limitare le distrazioni dai social. Con una mano finanziano l’eccellenza FPGA di Gideon, con l’altra appiccicano il logo su hardware generico per fare cassa veloce sui nostalgici.
L’emulazione onesta: il giocattolo per la massa
Qui non c’è speculazione sul marchio, semplicemente perché il marchio non c’è.
- Retro games ltd: Quelli che hanno prodotto il “TheC64 Mini” e il “TheC64” a grandezza naturale. Zero hardware originale. Un processore ARM economico che fa girare un emulatore software su base Linux. È un giocattolo da salotto plug-and-play, venduto senza il logo Commodore perché non ne detengono i diritti. Un’operazione commerciale trasparente per chi vuole farsi una partita la domenica senza pretese ingegneristiche.
I veri profanatori del logo: la fiera della fuffa
Qui entriamo nel puro parassitismo commerciale, sganciato da qualsiasi reale ingegneria o da alleanze con puristi del silicio. Si sfrutta solo il nome.
- Commodore business machines limited (2015): Società registrata nel Regno Unito ma fondata da due italiani (Massimo Canigiani e Carlo Scattolini). Hanno sfruttato una crepa sui diritti europei scaduti. Comprano banali smartphone Android cinesi (Orgtec), ci serigrafano sopra il logo Commodore e li vendono come “Commodore PET”, mettendoci dentro un paio di emulatori scaricabili gratis dal Play Store.
- Commodore industries SRL (Italia): Società di Roma guidata da Luigi Simonetti. Fanno consulenza IT aziendale e vendono normalissimi computer portatili Windows generici (come la linea Orion), appiccicandoci sopra il logo. Nessun legame con il retrocomputing.
- Commodore USA, LLC (il fallimento del passato): Tra il 2010 e il 2012, questa vecchia società (guidata da Barry Altman) produsse il “Commodore 64x”. Era un ridicolo PC Intel ficcato dentro un case a forma di C64, con un Linux camuffato (Commodore OS Vision). Una mossa goffa per vendere hardware sovrapprezzato, giustamente fallita.
La sintesi senza filtri
La spaccatura è netta. Se vuoi un giocattolo preconfezionato per giocare cinque minuti a Natale senza troppi pensieri, il TheC64 (l’emulatore onesto) fa il suo dovere.
Se cerchi il purismo, la dignità dell’elettronica del 1982 e l’assenza di compromessi logici, l’unica strada reale passa per la scheda FPGA di Gideon e la sua alleanza con la Commodore Corporation americana.
Tutto il resto — PC portatili generici, flip-phone venduti come cura per i social e operazioni di rimarchiatura su telefoni cinesi — è solo fuffa commerciale, portata avanti da speculatori che non meritano un solo centesimo né un solo secondo della tua attenzione.