{"id":529,"date":"2026-01-26T01:46:13","date_gmt":"2026-01-26T00:46:13","guid":{"rendered":"https:\/\/marcovaccaro.it\/?page_id=529"},"modified":"2026-04-21T18:53:22","modified_gmt":"2026-04-21T16:53:22","slug":"la-lingua-e-un-campo-minato-manuale-di-disinnesco-per-conversazioni-assurde","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/marcovaccaro.it\/old\/blog\/la-lingua-e-un-campo-minato-manuale-di-disinnesco-per-conversazioni-assurde\/","title":{"rendered":"Manuale di disinnesco per conversazioni assurde"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non fidatevi troppo del dizionario. Quello che a scuola chiamano &#8220;Grammatica Italiana&#8221;, nella vita vera \u00e8 un percorso a ostacoli progettato per farci sembrare pazzi, aggressivi o tacchini. Esigere diventa avere ragione, spaccare cose diventa un insulto personale, e ci sono verbi che a met\u00e0 strada smettono di funzionare come macchine in panne (i maledetti &#8220;difettivi&#8221;).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco cinque scenari di vita vissuta dove la logica e la linguistica fanno a pugni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1. Il Paradosso del &#8220;Fesso&#8221; (Fendere)<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il verbo <strong>Fendere<\/strong> significa spaccare. Il suo participio passato \u00e8 <strong>Fesso<\/strong>. Questo crea un problema sociale enorme: non puoi rompere un oggetto senza dargli dello stupido.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lui:<\/strong> &#8220;Attento con quell&#8217;accetta! Hai spaccato il ceppo?&#8221; <strong>Io:<\/strong> &#8220;S\u00ec. Il ceppo \u00e8 fesso.&#8221; <strong>Lui:<\/strong> &#8220;Ehi, piano con le parole. \u00c8 solo un pezzo di legno, non c&#8217;\u00e8 bisogno di insultarlo.&#8221; <strong>Io:<\/strong> &#8220;Non lo insulto! \u00c8 grammatica. \u00c8 spaccato, quindi \u00e8 fesso.&#8221; <strong>Lui:<\/strong> &#8220;Sar\u00e0&#8230; ma se continui a trattare cos\u00ec gli oggetti, quello <em>fesso<\/em> sembri tu.&#8221;<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2. L&#8217;Equivoco Balistico (Adirarsi)<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il verbo <strong>Adirarsi<\/strong> \u00e8 un riflessivo che alcuni in modo erraro coniugano come <strong>Irarsi<\/strong>. Se lo coniughi velocemente durante una litigata, le prime lettere spariscono e l&#8217;interlocutore pensa che stai per tirare fuori una pistola.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lui:<\/strong> &#8220;Smettila di provocarmi, o giuro che adesso io m&#8217;iro!&#8221; <strong>Io:<\/strong> &#8220;Tu&#8230; miri? E a chi spari?&#8221; <strong>Lui:<\/strong> &#8220;Ma no! Ho detto che <em>m&#8217;adiro<\/em>! L&#8217;ira! La rabbia!&#8221; <strong>Io:<\/strong> &#8220;Ah, meno male. Avevo capito &#8216;miro&#8217;. E sai com&#8217;\u00e8: se tu <em>miri<\/em>, io <em>tiro<\/em>&#8230; il freno a mano e scappo.&#8221;<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3. Il Vuoto Cosmico (I Verbi Difettivi)<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono verbi che non hanno il passato o il participio. Sono &#8220;difettivi&#8221;, cio\u00e8 rotti. Come <strong>Prudere<\/strong> o <strong>Urgere<\/strong>. Ti piantano in asso proprio quando ne hai bisogno, costringendoti al silenzio o all&#8217;eresia.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dottore:<\/strong> &#8220;Allora, come va con l&#8217;eruzione cutanea?&#8221; <strong>Io:<\/strong> &#8220;Eh, ieri mi \u00e8&#8230; <em>pruduto<\/em> molto.&#8221; <strong>Dottore:<\/strong> &#8220;Non si dice &#8216;pruduto&#8217;. Il participio non esiste.&#8221; <strong>Io:<\/strong> &#8220;Dottore, il prurito c&#8217;era. Se il verbo non esiste, vuol dire che non mi dovevo grattare?&#8221; <strong>Dottore:<\/strong> &#8220;Significa che dovevi dire &#8216;ho avvertito prurito&#8217;.&#8221; <strong>Io:<\/strong> &#8220;Troppo lungo. Mi \u00e8 <em>praso<\/em>? Mi \u00e8 <em>prusso<\/em>? Facciamo che mi sono grattato e basta.&#8221;<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">4. L&#8217;Onnipotenza (Esigere)<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il verbo <strong>Esigere<\/strong> \u00e8 l&#8217;unico che ti d\u00e0 ragione a prescindere. Il suo participio passato \u00e8 <strong>Esatto<\/strong>. Pi\u00f9 pretendi, pi\u00f9 sei &#8220;giusto&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lui:<\/strong> &#8220;Allora, ho esatto le mie scuse?&#8221; <strong>Io:<\/strong> &#8220;Hai <em>esatto<\/em>? Ma come parli?&#8221; <strong>Lui:<\/strong> &#8220;Parlo italiano. Ho preteso, quindi ho esatto.&#8221; <strong>Io:<\/strong> &#8220;Beh&#8230; suona strano, ma il ragionamento fila.&#8221; <strong>Lui:<\/strong> &#8220;Vedi? Ho esatto. La lingua \u00e8 dalla mia parte: sono diventato la definizione stessa della precisione.&#8221;<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">5. La Teoria del Tacchino (Cuocere)<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui la grammatica diventa violenza acustica. Il passato remoto di <strong>Cuocere<\/strong> \u00e8 <em>Io cossi<\/em>. Suona orribile, duro, pretenzioso. Io dico <strong>Cocqui<\/strong>. S\u00ec, \u00e8 sbagliato. E allora?<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il Pedante:<\/strong> &#8220;Questo arrosto \u00e8 squisito. Chi l&#8217;ha fatto?&#8221; <strong>Io:<\/strong> &#8220;Io. L&#8217;ho&#8230; cocqui io.&#8221; <strong>Il Pedante:<\/strong> (Sbianca) &#8220;<em>Cocqui<\/em>? Vorrai dire che lo <em>cocesti<\/em>, o meglio, che lo <em>cossi<\/em>.&#8221; <strong>Io:<\/strong> &#8220;Ascolta. Se dico &#8216;cossi&#8217; sembro un barone del 1800 con la puzza sotto il naso. Se dico &#8216;cocqui&#8217; sembro un tacchino che gloglotta. Tra i due, preferisco il tacchino: \u00e8 pi\u00f9 simpatico e meno giudicante.&#8221;<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Morale:<\/strong> Se qualcuno vi corregge perch\u00e9 dite &#8220;Ho cocqui&#8221;, rispondetegli pure che ha ragione, ma che voi preferite non sembrare un tacchino mentre parlate. Anche se, ironicamente, state facendo proprio il verso del tacchino. Ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non fidatevi troppo del dizionario. Quello che a scuola chiamano &#8220;Grammatica Italiana&#8221;, nella vita vera \u00e8 un percorso a ostacoli progettato per farci sembrare pazzi, aggressivi o tacchini. 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