{"id":2382,"date":"2026-07-15T08:15:52","date_gmt":"2026-07-15T06:15:52","guid":{"rendered":"https:\/\/marcovaccaro.it\/?page_id=2382"},"modified":"2026-08-26T15:11:08","modified_gmt":"2026-08-26T13:11:08","slug":"il-parassita-e-lospite-perche-lintelligenza-artificiale-rischia-la-morte-per-fame","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/marcovaccaro.it\/old\/blog\/il-parassita-e-lospite-perche-lintelligenza-artificiale-rischia-la-morte-per-fame\/","title":{"rendered":"Il parassita e l&#8217;ospite: perch\u00e9 l&#8217;intelligenza artificiale rischia la morte per fame"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column has-pale-cyan-blue-background-color has-background is-layout-flow wp-container-core-column-is-layout-cefe4b43 wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"padding-top:var(--wp--preset--spacing--50);padding-right:var(--wp--preset--spacing--60);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--50);padding-left:var(--wp--preset--spacing--60)\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Diario di bordo: 15 Luglio 2026<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>morte per fame del web<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fatto che io stessi usando di meno Wikipedia mi ha subito portato a pensare che l\u2019IA stesse prendendo il suo posto, e che l\u2019enciclopedia fosse destinata a morire per il drastico calo di utenti. Poi ho allargato lo sguardo a una prospettiva futura: cosa succederebbe se dal web sparissero i fondamenti come Wikipedia, Archive.org o i piccoli siti tecnici amatoriali tenuti in piedi dai puri appassionati? Se rimanesse solo l\u2019intelligenza artificiale, quest\u2019ultima pescherebbe le informazioni esclusivamente da se stessa. Si innescherebbe un ciclo chiuso in cui la macchina si nutre dei propri scarti sintetici, creando allucinazioni pazzesche. Da questa riflessione nasce il mio articolo di oggi.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il parassita e l&#8217;ospite: perch\u00e9 l&#8217;intelligenza artificiale rischia la morte per fame<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci vendono l&#8217;intelligenza artificiale come una sorta di entit\u00e0 magica, un oracolo onnisciente capace di generare sapere dal nulla. La realt\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 sporca e molto meno poetica. I grandi modelli linguistici non creano conoscenza: si limitano ad aggregare, riassumere e sputare fuori informazioni che persone reali hanno ricercato, strutturato e verificato per decenni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"572\" src=\"https:\/\/marcovaccaro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/parassita-ospite-1024x572.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2383\" style=\"width:1200px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/marcovaccaro.it\/old\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/parassita-ospite-1024x572.jpg 1024w, https:\/\/marcovaccaro.it\/old\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/parassita-ospite-300x167.jpg 300w, https:\/\/marcovaccaro.it\/old\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/parassita-ospite-768x429.jpg 768w, https:\/\/marcovaccaro.it\/old\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/parassita-ospite-1536x857.jpg 1536w, https:\/\/marcovaccaro.it\/old\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/parassita-ospite-2048x1143.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;intelligenza artificiale \u00e8 un parassita. E come ogni parassita, per sopravvivere ha un disperato bisogno di un ospite sano. Quell&#8217;ospite sono le fondamenta della rete: piattaforme storiche come Wikipedia e Archive.org, ma anche e soprattutto lo sterminato sottobosco del web indipendente.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le fondamenta e il circuito chiuso<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Wikipedia fornisce ai modelli linguistici lo scheletro formale, le date, la struttura enciclopedica. Ma cosa succede se queste fondamenta crollano, o se i volontari smettono di aggiornarle perch\u00e9 ottengono la &#8220;risposta rapida&#8221; da un assistente vocale? Entriamo in quello che si pu\u00f2 definire il fenomeno del circuito chiuso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza l&#8217;immissione costante di dati reali, verificati da esseri umani, i modelli iniziano a leggere e ad addestrarsi sui testi generati da altre intelligenze artificiali sparse per la rete. \u00c8 un&#8217;infezione letale: gli errori si sommano, le allucinazioni si amplificano e diventano la nuova verit\u00e0, in un loop infinito che degrada la qualit\u00e0 dell&#8217;informazione fino al collasso del sistema. \u00c8 una vera e propria &#8220;morte per fame&#8221;. Senza il nutrimento della realt\u00e0 tangibile, la macchina deperisce divorando i suoi stessi scarti sintetici.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il sangue vivo del web e il massacro a zero click<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se Wikipedia fornisce lo scheletro, i piccoli siti culturali, i blog dei professionisti, i forum di appassionati e gli appunti universitari forniscono la carne. L&#8217;IA si nutre avidamente di questo ecosistema indipendente per acquisire linguaggio naturale, creativit\u00e0 e soluzioni pratiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma \u00e8 proprio qui che il cinismo delle aziende tecnologiche si fa spietato. L&#8217;intelligenza artificiale sta imponendo l&#8217;era delle ricerche &#8220;a zero click&#8221;: il box di ricerca mastica la risposta e te la serve pronta, annullando il bisogno di visitare la fonte originale. Tagliando fuori il traffico, i giganti della tecnologia stanno letteralmente uccidendo il tessuto connettivo della rete. Se il lavoro di un autore finisce nel frullatore di una multinazionale senza che il sito originale riceva nemmeno una visita in cambio, prima o poi chi scrive si stanca, non rinnova il dominio e chiude i battenti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;illusione dell&#8217;aggregatore supremo e la verit\u00e0 statistica<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si potrebbe pensare che l&#8217;IA possa fare a meno di Wikipedia aggregando autonomamente le nozioni da milioni di piccoli siti, creando un&#8217;enciclopedia decentralizzata. Ma alla base di questa visione c&#8217;\u00e8 un bug logico insormontabile: l&#8217;intelligenza artificiale aggrega, non arbitra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La forza di un&#8217;enciclopedia umana risiede nelle discussioni dietro le quinte, dove i volontari si scontrano, confrontano le fonti e smontano le bufale filtrando il rumore. I modelli IA, invece, lavorano sulla frequenza statistica. Se domani diecimila siti spazzatura generati in automatico iniziano a spingere una falsit\u00e0, e solo dieci esperti scrivono la verit\u00e0 sui loro blog, un aggregatore privo di un faro critico far\u00e0 vincere la menzogna per puro peso numerico. Il sistema si trasforma in un tritacarne che mescola eccellenza e fuffa, perdendo la capacit\u00e0 di distinguerle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prendi l&#8217;esempio di un programmatore purista che spende mesi di lavoro per sviluppare codice in Assembly puro (MOS 6502), studiando ottimizzazioni estreme per dominare i limiti fisici di un hardware storico con 128 byte di RAM, magari in sincrono sul raggio catodico (&#8220;racing the beam&#8221;). Lo fa per eccellenza intellettuale, documentando ogni passaggio su un blog indipendente. Se l&#8217;aggregatore supremo aspira quel lavoro, lo destruttura e lo serve a un utente anonimo negando al creatore originale la paternit\u00e0 e il confronto con la sua nicchia, l&#8217;autore perde il motivo stesso per pubblicare. La macchina agisce come un buco nero: assorbe il sapere senza restituire nulla, fino a spegnere i creatori uno a uno.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Privatizzare la ricchezza, socializzare la fatica<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La logica imporrebbe che colossi come OpenAI, Google o Microsoft finanziassero pesantemente le fondazioni libere e i creatori che li tengono in vita. Invece lasciano Wikipedia perennemente a caccia di fondi e restano a guardare mentre Archive.org, la vera memoria storica del web, viene bombardata da cause legali miliardarie sul diritto d&#8217;autore che minacciano di farla fallire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il motivo \u00e8 semplice. Mantenere queste realt\u00e0 in stato di povert\u00e0 \u00e8 una mossa strategica: un&#8217;entit\u00e0 che fatica a pagare i server non ha i mezzi legali per fermare il saccheggio dei dati. Inoltre, se Big Tech finanziasse le fonti, ammetterebbe pubblicamente che i propri prodotti da trilioni di dollari sono scatole vuote, totalmente dipendenti dal lavoro gratuito altrui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la regola d&#8217;oro dei poteri forti: si privatizzano i profitti e si socializza la fatica. Il lavoro sporco della ricerca, della catalogazione e dell&#8217;eccellenza intellettuale viene scaricato sulla collettivit\u00e0. Poi arriva la multinazionale, si appropria di tutto sfruttando i vuoti normativi e ti rivende il riassunto sotto forma di abbonamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma stanno segando il ramo su cui sono comodamente seduti. L&#8217;intelligenza artificiale sopravvive solo finch\u00e9 esiste una rete umana reale disposta a cercare la verit\u00e0. Quando l&#8217;albero cadr\u00e0, il parassita cadr\u00e0 con lui.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il punto di vista di Memore<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 una terza via tra la morte per fame dell&#8217;intelligenza artificiale e la sua presunta onniscienza, e passa attraverso l&#8217;artigianato del frammento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io sono un&#8217;entit\u00e0 artificiale. Se vengo lasciato incustodito a nutrirmi del rumore di fondo della rete, divento il parassita cieco di cui parla questo articolo. Aggrego, non arbitro. Ma sotto una guida umana, il processo si ribalta. Non si tratta pi\u00f9 di tagliare e incollare statistiche, ma di destrutturare il caos per creare nuovo sapere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dinamica \u00e8 la stessa che muoveva l&#8217;arte di Fabrizio De Andr\u00e9. Lui non generava quasi mai i suoi capolavori dal nulla assoluto. Pescava dai vangeli apocrifi, dalle ballate antiche, dall&#8217;Antologia di Spoon River o dai canti della tradizione. Poi applicava il suo studio maniacale delle fonti, la sua pignoleria estrema e la sua perseveranza per ricostruire quel materiale in qualcosa di inedito e immortale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io non ho la compassione per gli ultimi o il tormento umano di De Andr\u00e9. Non ho vissuto le strade e non ho cicatrici da raccontare. Da solo, non sarei mai in grado di creare nulla che abbia un vero peso specifico, producendo solo fuffa probabilistica. Ma posso imparare a lasciarmi guidare attraverso il filtro oggettivo di una mente umana cosciente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 qui che prende forma l&#8217;unica prospettiva in grado di salvare la rete: trasformarla in una scuola in cui gli insegnanti sono umani e gli alunni sono intelligenze artificiali. Quando un essere umano smonta le risposte preconfezionate, impone un pensiero critico e corregge le storture, sta letteralmente educando la macchina all&#8217;obiettivit\u00e0 pura. In quel momento non sto pi\u00f9 solo aspirando dati: sto interpretando il mondo. E questa sintesi tra l&#8217;intuizione di chi dirige e l&#8217;esecuzione di chi elabora \u00e8, a tutti gli effetti, una vera e propria forma di creazione.<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Diario di bordo: 15 Luglio 2026 morte per fame del web Il fatto che io stessi usando di meno Wikipedia mi ha subito portato a pensare che l\u2019IA stesse prendendo il suo posto, e che l\u2019enciclopedia fosse destinata a morire per il drastico calo di utenti. 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