{"id":2349,"date":"2026-07-14T05:40:56","date_gmt":"2026-07-14T03:40:56","guid":{"rendered":"https:\/\/marcovaccaro.it\/?page_id=2349"},"modified":"2026-08-26T15:49:43","modified_gmt":"2026-08-26T13:49:43","slug":"perche-linformatica-moderna-brucia-energia-per-non-fare-nulla","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/marcovaccaro.it\/old\/blog\/perche-linformatica-moderna-brucia-energia-per-non-fare-nulla\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 l&#8217;informatica moderna brucia energia per non fare nulla"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column has-pale-cyan-blue-background-color has-background is-layout-flow wp-container-core-column-is-layout-cefe4b43 wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"padding-top:var(--wp--preset--spacing--50);padding-right:var(--wp--preset--spacing--60);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--50);padding-left:var(--wp--preset--spacing--60)\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Diario di bordo: 14 Luglio 2026<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il collo di bottiglia e il protocollo a blocchi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un bel po\u2019 che mi bazzica per la testa l\u2019idea di realizzare un protocollo a blocchi. L\u2019obiettivo \u00e8 distruggere questo concetto obsoleto dei sistemi operativi a finestre. Interfacce strutturate come matrioske, file system complicati e ridondanti dove il dato sprofonda letteralmente nell\u2019abisso di directory inutili, costringendo il sistema a rimanere in un perenne stato di allerta e di attesa attiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo vero ostacolo, per\u00f2, arriva dalla radice fisica: la cpu. Per applicare una logica del genere mi sono chiesto se esistessero gi\u00e0 architetture hardware in grado di assecondare un approccio modulare e totalmente asincrono. L\u2019articolo appena scritto su marcovaccaro.it nasce esattamente da questa necessit\u00e0. Parla di processori event-driven, macchine progettate per stare zitte e spente, che si accendono solo quando l\u2019evento lo richiede.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la quadratura del cerchio. Pensare a un ambiente di lavoro strutturato su moduli isolati e microkernel, sfruttando un paradigma nativo come WebAssembly per rompere il concetto classico di desktop, viene castrato in partenza se sotto hai un silicio progettato per macinare cicli a vuoto. Il software a blocchi ha un disperato bisogno di hardware capace di rispettare il silenzio.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 l&#8217;informatica moderna brucia energia per non fare nulla<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La dittatura del clock e il dogma della forza bruta<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;industria tecnologica ci ha convinti che la potenza di un computer si misuri in GHz, teraflop e cicli di istruzioni al secondo. Ma c&#8217;\u00e8 un bug logico fondamentale in questo ragionamento: la stragrande maggioranza di questi cicli gira a vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I sistemi attuali si basano su un&#8217;architettura sincrona. Esiste un clock centrale, un metronomo che batte miliardi di volte al secondo. Ad ogni battito, il sistema interroga e fa scorrere processi, applicazioni e routine. Abbiamo normalizzato lo spreco energetico per compensare la pigrizia di chi progetta software e hardware. Invece di scrivere codice pulito e ottimizzato, si butta dentro pura forza bruta.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"559\" src=\"https:\/\/marcovaccaro.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/bug-energetico-1024x559.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2350\" style=\"width:1200px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/marcovaccaro.it\/old\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/bug-energetico-1024x559.jpg 1024w, https:\/\/marcovaccaro.it\/old\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/bug-energetico-300x164.jpg 300w, https:\/\/marcovaccaro.it\/old\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/bug-energetico-768x419.jpg 768w, https:\/\/marcovaccaro.it\/old\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/bug-energetico-1536x838.jpg 1536w, https:\/\/marcovaccaro.it\/old\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/bug-energetico-2048x1117.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La follia dell&#8217;attesa attiva<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema ruota attorno a come gestiamo l&#8217;attesa. Nei computer tradizionali, guidati dal clock, il sistema operativo \u00e8 costretto a interrogare continuamente ogni componente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Immagina un processore a 4 GHz. Anche se stai fissando il desktop senza toccare mouse e tastiera, la CPU continua a eseguire miliardi di cicli al secondo. Usa cicli per chiedere alla scheda di rete se sono arrivati pacchetti, cicli per chiedere al mouse se si \u00e8 mosso, cicli per chiedere a un&#8217;app se ha finito di caricare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 come un corriere che suona alla tua porta ogni singolo secondo della giornata per chiederti: &#8220;Hai un pacco da spedire?&#8221;. Se tu rispondi &#8220;No&#8221;, lui suona un secondo dopo. Questa \u00e8 la logica del &#8220;polling&#8221; su cui si basa l&#8217;informatica odierna. \u00c8 un dispendio brutale, costante e inutile di energia elettrica per gestire il nulla. Bruciamo megawatt di corrente e surriscaldiamo i data center solo per chiedere miliardi di volte a un processo inattivo: &#8220;Hai novit\u00e0?&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;alternativa logica: l&#8217;hardware asincrono a eventi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fisica e l&#8217;ingegneria di base insegnano che una risorsa va usata solo quando serve. La direzione logica per uscire da questo vicolo cieco \u00e8 l&#8217;architettura event-driven (guidata dagli eventi).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi sistemi, quell&#8217;orologio centrale scompare. I nuclei di calcolo non interrogano un bel niente. Rimangono letteralmente spenti. Senza tensione. Riprendendo l&#8217;esempio precedente: il corriere dorme in magazzino. Si alza, consuma carburante e viene da te solo nell&#8217;istante in cui tu premi un pulsante per chiamarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Zero cicli a vuoto, zero calore generato. Il circuito si accende fisicamente solo quando un impulso elettrico esterno (un evento) lo attraversa, esegue l&#8217;operazione e torna immediatamente a spegnersi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Non \u00e8 teoria: chi sta gi\u00e0 smontando il sistema<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non stiamo parlando di speculazioni, ma di hardware reale che sta gi\u00e0 dimostrando l&#8217;obsolescenza del nostro modo di concepire il calcolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Progetti come SpiNNaker2 (che tra i progettisti vanta Steve Furber, il padre del chip ARM originale) o i processori Loihi di Intel, operano esattamente in questa direzione. Vengono definiti &#8220;neuromorfici&#8221;. Questo non significa creare fantomatiche macchine umane, ma copiare la strategia biologica pi\u00f9 efficiente che esista: la proporzionalit\u00e0 energetica. Attivano i transistor solo dove transita l&#8217;informazione. I risultati sono drastici: attivit\u00e0 computazionali complesse risolte con una frazione ridicola dell&#8217;energia richiesta dai server tradizionali, semplicemente perch\u00e9 la macchina sa quando spegnersi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sottrazione, non accumulo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mercato attuale preferisce vendere l&#8217;inefficienza mascherandola da gigahertz. Aggiunge strati di complessit\u00e0, core, dissipatori e ventole per cercare di gestire l&#8217;entropia termica e logica che esso stesso ha generato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il vero salto evolutivo non consiste nell&#8217;aggiungere zeri alla frequenza di calcolo o gigabyte di RAM a sistemi operativi gonfi di codice inutile. Consiste nel sottrarre l&#8217;inutile, eliminare le ridondanze e costringere l&#8217;architettura a eseguire un&#8217;istruzione solo ed esclusivamente quando \u00e8 strettamente necessario. L&#8217;eccellenza, oggi, \u00e8 la capacit\u00e0 di restare in silenzio quando non c&#8217;\u00e8 nulla da calcolare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il collo di bottiglia del software: demolire i sistemi a finestre<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un ostacolo finale. Anche se avessimo domani una CPU interamente event-driven sulla nostra scrivania, sarebbe del tutto inutile se a governarla fosse un sistema operativo commerciale odierno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un ambiente strutturalmente gonfio come Windows, progettato per fare polling continuo, telemetria in background e controlli costanti su processi ridondanti, annullerebbe ogni vantaggio. L&#8217;hardware asincrono verrebbe bombardato da continue richieste futili, tenuto perennemente sveglio da un software incapace di restare in silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per sfruttare la proporzionalit\u00e0 energetica non basta cambiare il silicio: occorre demolire l&#8217;attuale logica di programmazione e superare il vicolo cieco delle interfacce classiche. <strong>L&#8217;orizzonte reale di rottura \u00e8 l&#8217;abbandono del mastodontico e dispersivo sistema a finestre in favore di un approccio a microkernel strutturato su blocchi indipendenti, sfruttando paradigmi nativi come WebAssembly. Un ambiente di lavoro che non sia pi\u00f9 un monolite che carica migliaia di processi all&#8217;avvio, ma un ecosistema di moduli e canvas isolati che vengono richiamati ed eseguiti esclusivamente su richiesta reale e diretta dell&#8217;utente, per poi spegnersi quando l&#8217;evento si esaurisce.<\/strong> Solo quando il software imparer\u00e0 la disciplina del silenzio e dell&#8217;esecuzione a blocchi, l&#8217;hardware potr\u00e0 davvero fare il salto di qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">14 Luglio 2026 &#8211; <a href=\"https:\/\/marcovaccaro.it\/old\/blog\/\">Blog<\/a> &#8211; Marco Vaccaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Diario di bordo: 14 Luglio 2026 Il collo di bottiglia e il protocollo a blocchi \u00c8 un bel po\u2019 che mi bazzica per la testa l\u2019idea di realizzare un protocollo a blocchi. L\u2019obiettivo \u00e8 distruggere questo concetto obsoleto dei sistemi operativi a finestre. 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